Il problema dello Stato
Oggi più che mai è palese, davanti ai nostri occhi, il problema che rappresenta per la libertà di ciascuno di noi lo stato. Lo stato, infatti, non è sempre esistito così come noi moderni abbiamo avuto la possibilità di conoscerlo. Il concetto stesso di Stato è pressoché moderno, esso Infatti inizia a formarsi nel periodo a cavallo tra il XVII secolo e la fine del XVIII.
Alcuni individuano la nascita dello Stato moderno con la Rivoluzione Inglese, altri la fanno coincidere con il regno di Luigi XIV in Francia, infine altri ancora individuano i prodromi più evidenti dell'impianto statale moderno nella Rivoluzione Francese.
Ovviamente lo Stato moderno è necessariamente figlio della Rivoluzione Francese, dell'impostazione inerente alla divisione dei poteri voluta da Montesquieu.
Il concetto di nazione legata a un’identità etnica o meno è certamente figlio di quella Rivoluzione, la più formidabile e duratura (ancora non terminata) di tutti i tempi.
A prima vista potrebbe dunque sembrare che la Rivoluzione Francese sia la vera madre dello Stato moderno, ma in realtà le radici di questa entità sono da ricercare all'interno degli stati nazionali del ‘600, che hanno avuto l'apice del loro splendore nella Francia Luigi XIV.
Egli accentrando il potere nelle mani del re andò a scardinare quel sistema così a misura d’uomo che erano i corpi intermedi. Essi si frapponevano tra il potere assoluto e il cittadino, o meglio, il suddito. Ciò che caratterizza regno tradizionale è proprio la frapposizione di una miriade di corpi intermedi tra il potere del sovrano e il suddito.
Questo nell'isolamento dello Stato Moderno non è più vero, vi è il singolo davanti ai tre grandi poteri dello Stato. La necessità del recidere ogni legame, che non sia quello dell'appartenenza a una nazione, o, per i più moderni a un'entità sovranazionale, fa trovare in questo modo l'individuo ad essere solo davanti a un Moloch molto più grande di lui.
Seppur nelle forme più moderne viene concesso il diritto di voto esso è abbastanza inutile, dato che, molto spesso, i parlamenti fuoriusciti direttamente dalla volontà popolare vengono puntualmente esautorati e il vero potere viene consegnato nelle mani di governi tecnici. Semplificando molto la questione (tutto ciò è avvenuto gradualmente ), Luigi XIV non è il responsabile diretto dei governi tecnici che caratterizzano la democrazia attuale, ma sicuramente è il padre primordiale di questo sistema. Ne è il padre proprio perché per sua decisione si iniziò ad accentrare quel potere che un tempo era equamente distribuito.
Un Sovrano medievale, spesso rappresentato macchiettisticamente come capriccioso, imprevedibile e libero da qualsiasi tipo di limite, era invece ben differente. Nel Medioevo il potere del re era bilanciato sia da un potere ad esso parallelo, che era quello della Chiesa, ma anche da una serie di corpi intermedi (quali le corporazioni) che si frapponevano fra il re e il lavoratore. Non fu dunque un caso che la prima istituzione di antico regime abolita dalla Rivoluzione francese furono proprio i corpi intermedi. Noi, oggi, ci ritroviamo ad affrontare ancora una volta nella storia lo strapotere dello Stato che già aveva mostrato i propri muscoli durante il secondo conflitto mondiale, nel quale le dittature nere o rosse avevano mostrato come il totalitarismo poteva facilmente permeare le fragili strutture e apparati statali. L'uomo non è fatto per confrontarsi con entità totalizzanti egli è fatto per confrontarsi con entità Universali, ma all'universale comprende in sé anche il particolare, lo rispetta e lo tutela. Il totalitarismo, degno figlio dello Stato moderno, non fa altro che eliminare il particolare per omogeneizzare.
Ed eccoci qui, nel mondo attuale, senza più legami. senza più clan, senza più la possibilità di identificarsi all'interno di una corporazione, una Chiesa, un clan, una famiglia: tutto ciò è scomparso e siamo diventati individui, tuttalpiù famiglie nucleari che si ritrovano come isolene davanti all’oceano del potere di uno stato che non rispetta neanche più le proprie leggi. Ormai tutto è valido, le carte costituenti che avevano sostituito le sacre consuetudini, vengono trattate come carta straccia. Ormai il singolo si ritrova davanti al potere assoluto, ed ecco allora che ritorna il nostro Luigi XIV, colui che ha causato la Rivoluzione Francese, colui che per primo ha distrutto la concezione medievale di Regno e colui che per primo ha fondato uno stato. Anche l’illusione di uno stato liberale è caduta, fagocitata dalla Rivoluzione che è come Saturno: divoratrice di figli.
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